La Isla Grande. 2. Tre lezioni per iniziare

Il viaggio verso il sole dei Caraibi inizia molto prima dell’alba in un nebbione padano, con la sagoma di un bus che appare in un anonimo parcheggio a un gruppo di viaggiatori assonnati e infreddoliti. Il nebbione ci prova, ma non ce la fa. Il volo per Madrid ha molto ritardo, ma qualche volontà superiore si assicura che riesca a posare le mie chiappe sul boeing panciuto che mi porterà all’Avana. E’ ora di pagare il prezzo del viaggiare soli: spavento, cambiamenti di umore e la fortissima sensazione di fare una grande cazzata. Per fortuna l’aeroporto di Madrid è bellissimo, mi sembra di essere Pinocchio in trip lisergico, nella pancia di un’immensa balena dalle costole colorate: se Malpensa lo potesse vedere, sprofonderebbe nella Brianza per la vergogna.

Atterrati, la frontiera è morbida per i turisti in euro: formalità veloci, un cordiale “bienvenido a Cuba” dalla poliziotta della dogana. Al controllo bagagli, una signora anziana con gli occhi dolci si informa sul mio stato di salute, e mi chiede spudoratamente qualche euro di mancia. Dietro le porte mi aspetta Mayelin, una quarantenne un po’ alterna mandata da Roberto, il trafficone che mi ha trovato una stanza.

Prima lezione di cubanismo: tutti si conoscono. Se qualcuno non ha quello che ti serve, sicuramente c’è un amico che puoi procurarti un alloggio, un passaggio, un sigaro di contrabbando, una donna.

Infatti non c’è, come invece mi avevano invece assicurato, Maria Elèna, la proprietaria della casa dove dormirò, ma solo una tassista (cioé un cubano con una macchina).

Seconda lezione: a Cuba le cose raramente sono come te le raccontano, ma funzionano sempre.

Aspettando il mio turno al cambiavalute, chiacchiero con Mayelin: è simpatica, cordiale, per niente imbarazzata dalla situazione. Ha due figli adolescenti, lavorava sulle navi da crociera con suo marito, ma ora la compagnia è fallita e si arrangia come può. Cubana agiata con macchina di proprietà e casa in zona residenziale, ha bisogno di moneta forte per mantenere il suo stile di vita. Mi sussurra: “se la polizia ci ferma, di’ che ci siamo conosciuti in una crociera in Italia”.

Terza lezione: parlare con cubani sconosciuti è illegale per gli stranieri.

L’aria è umida, puzzolente di benzina scarburata, le strade buie e senza illuminazione. La pago in macchina, di nascosto, come se stessi comprando droga.02.Murales

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